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M’hai lasciato un giardì – Per Franco Scataglini

25 luglio 2010
18:30a23:30

Ancona celebra Franco Scataglini

Il 25 luglio 2010 la città dedicherà al poeta il Parco del Cardeto, con una giornata piena di eventi.

Ancona celebra uno dei sui figli più illustri, Franco Scataglini, dedicandogli il Parco del Cardeto, il più bello e suggestivo della città: 45 ettari di verde immersi letteralmente all’interno del centro storico.

L’intitolazione è prevista per domenica 25 luglio e avviene in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita del poeta (1930-1994).

M'hai lasciato un giardì - Per Franco Scataglini

M'hai lasciato un giardì - Per Franco Scataglini

L’appuntamento è alle 18.30 all’ingresso di via del Cardeto, dove si svolgerà l’intitolazione ufficiale, alla presenza del Sindaco Fiorello Gramillano, della Presidente della Provincia Patrizia Casagrande e della signora Rosellina Massi Scataglini, moglie del poeta.

Alle 21.30 al Vecchio Faro è previsto l’evento dal titolo “M’hai lasciato un giardì”, con una serie di letture e testimonianze di alcuni dei più importanti poeti marchigiani, allievi e sodali di Franco Scataglini: Gianni D’Elia, Guido Garufi, Maria Grazia Maiorino, Umberto Piersanti, Francesco Scarabicchi e Norma Stramucci, con interventi musicali di Gianluca Gentili.

Per raggiungere il Vecchio Faro saranno disponibili bus navetta da piazzale Martelli: andata ore 20.40, 21.00, 21.20, 21.40; ritorno ore 23.00, 23.20, 23.40.

In caso di maltempo il programma si svolgerà al Ridotto del Teatro delle Muse.

L’intitolazione del Parco del Cardeto e, in generale, le celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della nascita di Franco Scataglini sono state progettate in collaborazione con l’associazione Nie Wiem. Il programma delle celebrazioni è curato da Valerio Cuccaroni e Luigi Socci.

Parteciperà la Mediateca delle Marche.

Le celebrazioni sono cominciate il 24 giugno con la proiezione del videoritratto di Scataglini Esplumeor realizzato da Stefano Meldolesi.

Franco Scataglini ha saputo cantare luoghi e personaggi di Ancona, utilizzando come base linguistica il dialetto locale e nobilitandolo con il costante riferimento alla grande tradizione della poesia italiana, da Jacopo da Lentini a Montale e Caproni.
Egli è riuscito, in questo modo, a nobilitare il dialetto di Ancona con la creazione di un originale idioletto, «variante preziosa e pigmentata della lingua letteraria» (Mengaldo).

Scataglini, inoltre, si è impegnato in prima persona per la crescita culturale di Ancona e dell’intero territorio marchigiano, incentivando, dalla fine degli anni Settatanta in avanti, giovani intellettuali emergenti, come il critico Massimo Raffaeli, i poeti Gianni D’Elia e Francesco Scarabicchi, a non seguire le orme degli scrittori marchigiani precedenti, che lasciarono le loro città natali per trasferirsi nelle grandi città, ma invitandoli a restare, radicando la propria poesia nell’hic et nunc del proprio territorio.
Nel 1980 nacque così la trasmissione radiofonica “Residenza” per la testata regionale di Rai Radio Tre e due anni dopo l’omonima casa editrice.

BIOGRAFIA
Franco Scataglini nasce ad Ancona nel 1930. Durante la seconda guerra mondiale viene sfollato a Chiaravalle e nella biblioteca del paese incontra la poesia.

Finita la guerra, le prime passioni politiche lo portano assieme ad altri giovani intellettuali, tra cui Italo Calvino, in Unione Sovietica, ma il viaggio gli procura una forte delusione nei confronti del socialismo reale.

All’età di vent’anni pubblica Echi, una raccolta di versi in italiano, ripubblicata nel 1987 dall’Editore L’Obliquo di Brescia. Riconosciuta l’immaturità di questo primo esperimento, Scataglini intraprende il lungo approndistato da autodidatta: grazie a Pier Paolo Pasolini e Gianfranco Contini riconosce nel proprio dialetto la matrice di quella lingua volgare da cui ha avuto origine la letteratura italiana. Così, nel 1973, arriva, anche grazie all’interessamento del Plinio Acquabona e dell’editore Carlo Antognini, la prima raccolta di poesie in anconitano, E per un frutto piace tutto un orto, e, quattro anni dopo, So’ rimaso la spina. In questo periodo, si consolida anche l’attività pittorica di Scataglini. Nel 1982 pubblica Carta laniena (Premio Carducci). Nel 1987 pubblica Rimario agontano, autoantologia a cura di Franco Brevini che include la sezione inedita Laudario (Scheiwiller, Milano). Nel 1992 dà alle stampe il poema La rosa, riscrittura del medievale “Le roman de la rose” con introduzione di Cesare Segre, che lo colloca definitivamente fra i maggiori dialettali del secondo Novecento. La sua ultima opera, El Sol, è un poema autobiografico pubblicato postumo da Mondadori.

Franco Scataglini muore la notte del 28 agosto 1994 nella sua casa di Numana. Il suo corpo riposa nel piccolo cimitero del paese.

Info
www.comune.ancona.it
Urp del Comune di Ancona
tel. 071 222 4343
Numero Verde 800 653 413

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