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Esito del laboratorio al Musinf sulle sculture di Sante Monachesi

Dal Musinf Senigallia

DIDATTICA DELL’ARTE AL MUSINF
LABORATORIO SULLE SCULTURE AGRAVITAZIONALI DI SANTE MONACHESI

Sale gremite al Museo comunale d’arte moderna di Senigallia in occasione dello svolgimento del laboratorio didattico “Legare e sciogliere”, ispirato alle sculture in evelpiuma di Sante Monachesi. Ne sono stati protagonisti Lucia Falorni, Alessandro Giuliani, Daniele Castagnoli, Simona Sebastianelli e Tiziano Magrini dello studio Zelig, diretto da Enea Discepoli, i quali hanno agito creativamente sui fogli di evelpiuma, messi a disposizione dal Musinf.

Le azioni creative dello studio Zelig sono state documentate dagli allievi e dai tutors del corso di fotogiornalismo, coordinato da Giorgio Pegoli, tra cui Francesca Cenciarini, Paolo Livieri, Anna Mencaroni, Patrizia Lo Conte, Alberto Polonara, Stefania Ronchini, Rolando Catalani, Giovanni D’Eboli, Ester Diambra, Vincenzo Prediletto, Francesco Marchetti. Oltre agli allievi del corso, erano presenti anche i fotografi Marco Mandolini e Walter Ferro, docenti del corso di fotoreportage, ed una fotografa francese, autrice di i una tesi di laurea sull’opera di Mario Giacomelli. Le riprese fotografiche sono state aperte da Claudio Bonvini e da Renzo Tortelli, autore delle fotografie della storica mostra sulle sculture realizzata da Sante Monachesi a Civitanova nel 1965. Di quella manifestazione le immagini di Tortelli costituiscono un racconto fotogiornalistico di riconosciuta importanza sotto il profilo documentario per il rilievo che le opere esposte sono venute assumendo nel panorama della scultura italiana d’avanguardia nel secondo Novecento. Dopo una prima tiratura delle fotografie, realizzata da Tortelli per il Museo d’arte moderna di Senigallia, presentate alla Fiera del libro di Torino, le fotografie di Tortelli hanno suscitato grande interesse. Di conseguenza, il prof. Carlo Emanuele Bugatti, direttore del Musinf, sta mettendo a punto per il 2011 una mostra di questa raccolta di fotografie in varie sedi estere.

La fama di Sante Monachesi è legata alla vasta produzione pittorica d’ispirazione futurista. Anche gli esiti della scultura agravitazionale di Sante Monachesi si iscrivono, con evidenza ed autonomia, nel panorama della storia italiana del Novecento, con le sculture in metacrilati ed in evelpiuma del periodo 1959/1969. Presentate nel 1969 alla rassegna di Caorle “Nuovi materiali e nuove tecniche”, in concomitanza con lo sbarco dell’uomo sulla luna, sono state riproposte, con apparati didattici laboratoriali, dalla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma. Un’iniziativa che è valsa a riproporre all’attenzione la dimensione storica dell’opera di Monachesi e la dinamicità della sua concezione futurista.

Franco Passoni, riferendosi alla mostra tenutasi a Jesolo nel 1978, intitolata Legare e Sciogliere, definì le sculture in evelpiuma di Sante Monachesi “forme primarie della materia e del cosmo”. Nella storica mostra, realizzata da Monachesi, per Franco Basaglia, le evelpiume in allestimento aereo vennero esposte insieme alle opere dei pazienti dell’ospedale psichiatrico di Trieste e venne allestito un laboratorio creativo per i visitatori, in cui le sculture in evelpiuma erano state usate come macchine liberatorie, in corrispondenza con le teorie di Basaglia.

Fotografie di Marco Mandolini.



Per approfondire:

- Biografia di Sante Monachesi sul portale culturale della Regione Marche
- Articolo su Sante Monachesi di Carlo E. Bugatti – Direttore Musinf

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