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Rassegna “Del perduto amore” alla fenice di Senigallia

21 dicembre 2010
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23 dicembre 2010
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28 dicembre 2010
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30 dicembre 2010
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4 gennaio 2011
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Locandina Comizi D'AmoreMartedì 14 dicembre scorso è iniziata la seconda rassegna della Stagione cinematografica 2010-2011 di Senigallia, a cura del Circolo Linea d’ombra: “Del perduto amore”. Dato il successo del primo appuntamento ne diamo volentieri diffusione. Le proiezioni incentrate sulla nostalgia di amori lontani, nel periodo natalizio dal 21 dicembre sono previste sia il martedì che il giovedì. Inizio alle 21.15.
Sono ancora 5 i titoli in cartellone, dopo “Aurora” (1927): il capolavoro di Friedrich Wilhelm Murnau che ha aperto la rassegna.

Il secondo film, in proiezione martedì 21 dicembre, è “Comizi d’amore” (1965) di Pier Paolo Pasolini. Il documentario realizzato durante la ricerca delle location per “Il Vangelo secondo Matteo”, raccoglie le opinioni degli italiani incontrati lungo la strada, tra cittadini noti e meno noti (anche Alberto Moravia e Oriana Fallaci), sulla sessualità e le tematiche correlate (prima volta, divorzio, prostituzione, abitudini e gusti sessuali, ecc).

Giovedì 23 dicembre, lo schermo della Piccola Fenice si riaccende per “In the mood for love” (2000) di Wong Kar-Wai. Indicato dal British Film Institute Sight & Sound come uno dei trenta film chiave del primo decennio del XXI secolo, “In the Mood for Love” si è aggiudicato moltissimi premi: migliore interpretazione maschile (Tony Leung, Chiu-Wai) al Festival di Cannes 2000, miglior film internazionale all’European Film Awards 2000, miglior film straniero in lingua straniera al Grand Prix tecnico British Independent Film Awards 2001, Premio César 2001 come miglior film straniero. La vicenda è incentrata su un adulterio mai mostrato e sulla scoperta della situazione da parte dei due coniugi traditi Chow Mowan e Su Lizhen. I due, vicini di casa nella Hong Kong del 1962, decidono di inscenare le rispettive relazioni e finiscono per avvicinarsi reciprocamente, senza mai consumare però l’amore che sta nascendo.

La rassegna riprende dopo Natale, il 28 dicembre con “Le monologue de la muette” di Khady Sylla e Charlie Van Damme. Ambientato a Dakar in Senegal all’inizio del ventunesimo secolo, il film profondamente politico e civile racconta la storia di Guéro, giovanissima ragazza esiliata dalla città natale nella zona rurale e a lavoro come sguattera da una famiglia che vive nella banlieue povera della capitale. Una condizione di schiavitù raccontata attraverso un monologo denso di voglia di ribellione trattenuta e desiderio di fuga.

Altro grande film il 30 dicembre: “A woman under the influence” di John Cassavetes. La pellicola toccante, emozionante e capace di suscitare riflessioni nello spettatore, non trovò produttore, né distributore e fu realizzata e proposta al pubblico solo grazie all’impegno economico dello stesso regista, della sua famiglia e di amici come Peter Falk, magnifico attore nel film accanto alla altrettanto magnifica Gena Rowlands, moglie e madre di tre figli che per i suoi bizzarri comportamenti viene ritenuta pazza e sottoposta a cure psichiatriche. Per la sua interpretazione la Rowlands vinse il premio come miglior attrice al San Sebastian Festival, mentre Cassavetes vinse il premio come miglior regista.

La rassegna si conclude il 4 gennaio 2011 con “Picnic ad Hanging Rock” (1975) che il regista Peter Weir trasse dall’omonimo romanzo della scrittrice australiana Joan Lindsay. Il film fece conoscere Weir e fu il primo lavoro australiano a imporsi a livello internazionale. La vicenda è inquietante e racconta la misteriosa sparizione di alcune ragazze del collegio di Appleyard in Australia durante una gita ai piedi dell’immenso gruppo roccioso di Hanging Rock. Le ricerche della polizia non daranno risultati e solo due ragazze in stato di shock e completamente immemori di ciò che può essere accaduto, verrano ritrovate. Nel frattempo altre sparizioni e morti si susseguono, in chiunque abbia avuto a che fare con quel drammatico pomeriggio a Hanging Rock.

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