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Mario Dondero visita il Musinf

Mario DonderoDopo gli anni mitici della presenza di Giuseppe Cavalli e Mario Giacomelli Senigallia sembra tornata ad essere la città della fotografia, con un via vai continuo di grandi firme del settore ed una fitta serie di workshop, incontri e mostre, al Museo comunale d’arte moderna di Senigallia. Venerdi pomeriggio, mentre al Musinf si stava smontando la mostra del fotografo turco Asar Coskun e montando il nuovo allestimento della sala documentaria relativa allo storico gruppo Misa c’è stata la visita di Mario Dondero. Accompagnato da Simona Guerra, che realizza presso il Musinf, apprezzati corsi specialistici di storia e tecnica della fotografia, Dondero ha incontrato il prof. Bugatti, direttore del Museo civico ed i fotografi Renzo Tortelli ed Alfonso Napolitano. Considerato uno dei maggiori fotografi italiani, Dondero è stato uno dei fondatori del fotogiornalismo. I ritratti di Dondero restano nella storia della fotografia, basti pensare a quelli di Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini. Dondero ha interpretato il lavoro di fotoreporter come una scelta di vita. E’ stato il ritrattista del mondo di artisti, che hanno animato una stagione significativa del cinema e del teatro e dell’arte del secondo Novecento sia in Italia sia in Francia. Nei primi anni Cinquanta aveva esordito, partecipando al gruppo dei frequentatori del mitico bar Giamaica di Milano (Ugo Mulas, Alfa Castaldi, Camilla Cederna, Luciano Bianciardi, Giulia Nicolai, Carlo Bavagnoli, Piero Manzoni). La figura di Mario, il personaggio del romanzo di Bianciardi “La vita agra”, è ispirato proprio a Mario Dondero. L’agenzia fotografica , cui nel romanzo si fa riferimento, era la Interpix. nata dal sodalizio di Mario Dondero con Pippo Gaja, Ugo Mulas e Carlo Bavagnoli. Con loro lavorò a Milano fino alla fine del ’54, quando partì per la Francia, vivendo poi a Parigi negli gli anni cinquanta e sessanta”. A Parigi divenne amico di molti scrittori e intellettuali francesi. Sua è la foto di gruppo degli scrittori del cosiddetto Nouveau roman Nathalie Serraute, Samuel Beckett, Alain Robbe-Grillet, Claude Mauriac, Claude Simon, Jerome Lindon, Robert Pinget, Claude Ollier, che erano stati ripresi a Parigi nell’ottobre del 1959, davanti la sede di Les Editions de Minuit. Alain Robbe-Grillet ha raccontato in un’intervista che il gruppo del Nouveau Roman in effetti non era mai esistito, ma era stato una riuscita invenzione fotogiornalistica di Mario Dondero , che una mattina in cui era a Parigi, davanti alle Editions de Minuit mentre ne stavano uscendo Robbe-Grillet, Beckett, Nathalie Serraute, Claude Simon ha fatto la famosa fotografia, da cui è nata la rappresentazione mediatica di un movimento letterario. Tornato dalla Francia, Dondero è vissuto a Roma per un decennio e in quel periodo ha frequentato Pasolini, incontrandolo con amici come Alberto Moravia, Dacia Maraini, Laura Betti, Enzo Siciliano, Goffredo Parise. Pranzavano spessissimo insieme da “Cesaretto” in via della Croce, in quel periodo luogo di aggregazione di figure rilevanti come Gian Maria Volontè, Giovannino Russo, Corrado Stajano, Ennio Flaiano, Mino Maccari, Gianbattista Vicari, Giuseppe Berto. Molti i viaggi ed i servizi giornalistici di Dondero, dall’ Algeria negli anni della tortura, a Stoccolma con il tribunale Russell, poi in Russia, a Cuba, in Cina, infine in Afghanistan per Emergency, con immagini che gli hanno dato e continuano ad assicurargli una fama internazionale.

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