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48° Festival del Nuovo Cinema di Pesaro

26 giugno 2012 10:00a2 luglio 2012 23:00
Quest’anno la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, diretta da Giovanni Spagnoletti, vuole proporre un ritratto dell’Italia contemporanea attraverso un’ampia selezione di documentari che analizzano le attuali problematiche del nostro Paese (alla quale si aggiunge la retrospettiva riguardante l’opera di Nanni Moretti). Sarà quindi un’edizione dedicata in gran parte al cinema italiano con un focus corposo e organico sul documentario, diventato nell’ultimo periodo uno dei terreni di sperimentazione più frequentati dai nostri cineasti.
L’idea è di raccontare l’Italia, politica e sociale, attraverso la lente privilegiata del cinema del reale. Saranno presentate le opere che negli ultimi anni meglio hanno contribuito a rispecchiare la vita del nostro Paese con una particolare attenzione all’innovazione stilistica e contenutistica.
Numerose le linee tematiche definite dalla selezione dei 19 documentari, a partire dalle riflessioni sui concetti di emigrazione e integrazione vissuti da prospettive molto differenti: Giallo a Milano di Sergio Basso racconta dal suo interno la comunità cinese nel capoluogo lombardo, Grandi speranze di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti segue le vicende di giovani imprenditori italiani impegnati in Cina mentre Come un uomo sulla terra di Andrea Segre e Dagmawi Yimer si concentra sul drammatico destino di un ragazzo che, partendo da Addis Abbeba, deve affrontare violenze e sopraffazioni per cercare di arrivare in Italia passando dalla Libia di Gheddafi. Due lavori denunciano invece l’emergenza abitativa nel nostro Paese: Palazzo delle Aquile di Savona, Porto e Sparatore racconta la storia di 18 famiglie le quali, senza più casa, occupano per protesta la sede del municipio di Palermo, mentre Ferrhotel di Mariangela Barbanente porta il suo sguardo su Bari e un gruppo di somali che (cercano di) vivere in un vecchio hotel dismesso. Un altro dittico è quello formato da Land of Joy di Laura Lazzarin e A Nord Est di Milo Adami e Luca Scivoletto, due caustici ritratti del “ricco Nord-Est”: il primo ne racconta passato (poverissimo) e presente (ricchissimo) tra il tragico e il comico, il secondo ci accompagna lungo la Statale 11, all’esplorazione di un territorio ferito da uno sviluppo incontrollato.
Istruzione, morti bianche, nucleare, politica, disastri ambientali: i doc della rassegna coprono tutte le maggiori problematiche sociali e istituzionali che affliggono il Paese. Marco Santarelli in Scuolamedia ci porta nella periferia industriale di Taranto per uno spaccato sociale e culturale di quello che è lo stato attuale dell’istruzione scolastica nel Sud Italia. Thyssenkrupp Blues di Pietro Balla e Monica Repetto ripercorre, dalla prospettiva di un operaio, la tragedia dei sette operai morti sul lavoro nello stabilimento torinese e la sua personale battaglia per il lavoro. Nel collettivo Milano 55,1, 55 registi documentano l’ultima settimana della campagna elettorale che segnò la storica vittoria del centro-sinistra nel capoluogo lombardo dopo 18 anni, un film sul (e del) cambiamento. Ju Tarramutu di Paolo Pisanelli racconta polemicamente il (post-) terremoto dell’Aquila del 2009, in quello che viene definito “un viaggio nei territori della città più mistificata d’Italia”. Due documentari che si presentano come diari intimi e personali, sono invece il pretesto per raccontare altri problemi del Belpaese: Armando e la politica di Chiara Malta è un viaggio alla ricerca della vera identità del proprio padre attraverso cui analizzare l’ultimo ventennio politico italiano, mentre Scorie in libertà di Gianfranco Pannone ripercorre, in tempi di referendum, le vicende legate alla centrale nucleare costruita nel 1963 nei pressi di Latina.
In Il passaggio della linea di Pietro Marcello vite, dialetti e paesaggi dell’Italia tutta si incontrano e scontrano negli (scomodi) spazi dei treni a lunga percorrenza, da tempo abbandonati al loro destino, mentre in Predappio in luce Marco Bertozzi ripercorre, accompagnato da due storici d’eccezione, le strane vicende che ruotano attorno alla prima città di fondazione fascista voluta da Mussolini nel 1925. Cadenza d’inganno di Leonardo Di Costanzo parte come un doc sui giovani napoletani, per poi concentrarsi su uno di loro, il quale infine si ribella e abbandona il progetto: un omaggio a “un atto di resistenza di un personaggio cinematografico”. Magog [o Epifania del barbagianni] di Luca Ferri gioca con gli spazi naturali e architettonici della pianura padana per restituire allo spettatore un luogo dell’assurdo, dove un’umanità ai limite del grottesco si muove come fantasma.
Il duo Felice D’Agostino e Arturo Lavorato presenta infine due lavori: Noi dobbiamo deciderci è una cronaca poetica e militante del primo mese da alluvionati vissuto dagli abitanti di Vibo Valentia mentre l’Italia vinceva il mondiale, mentre In attesa dell’avvento ragiona su date e celebrazioni, nello specifico sui 150 anni d’Italia, cercando di sovvertirne l’ordine confortante.
Tutti gli autori dei documentari scelti saranno invitati a presentare i loro lavori, così come le principali associazioni di categoria, ad esempio Doc/it, verranno chiamate a collaborare e a partecipare alle attività della retrospettiva. Sarà quindi un’importante occasione d’incontro non solo per il pubblico del festival ma anche per gli stessi cineasti. Come è accaduto nel recente passato, con l’evento speciale “La meglio gioventù” dedicato ai cineasti italiani che hanno debuttato nel nuovo Millennio, la Mostra produrrà un doc sul doc (in collaborazione con l’Università Roma Tre e a cura di Vito Zagarrio) con le interviste e i contributi filmici di tutti i cineasti che partecipano alla retrospettiva.
Naturalmente, vista l’importanza dell’argomento, il festival non mancherà di pubblicare un volume (con Marsilio e a cura di Giovanni Spagnoletti) dedicato al mondo del documentario italiano. La monografia riprenderà il tema centrale della retrospettiva ma lo collocherà all’interno della più vasta produzione documentaria italiana con analisi particolareggiate del sistema di produzione, dello sbocco distributivo tra festival e canali televisivi, dei “cervelli in fuga” all’estero. Senza ovviamente tralasciare l’approfondimento sugli stili, sulla forma dei documentari oltre che sui contenuti. In appendice la biofilmografia dei principali cineasti che dirigono documentari farà da corollario a uno dei testi più completi e aggiornati sul cinema della non-fiction.
26° EVENTO SPECIALE SUL CINEMA ITALIANO. NANNI MORETTI. IL CINEMA, I FILM
Il 26° Evento Speciale sul cinema italiano, organizzato con Cinecittà Luce e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, sarà dedicato all’opera di Nanni Moretti, autore particolarmente significativo del nostro cinema che interverrà al festival sabato 30 giugno, in un incontro-intervista con Bruno Torri e Vito Zagarrio (curatore della retrospettiva) presentando, tra l’altro, la proiezione di “in piazza” del suo “Il Caimano”.
Come sempre verrà riposta molta cura nella proiezione delle copie dei film, (ristampate e restaurate per l’occasione) e nelle iniziative che fanno da corollario alla retrospettiva, la quale rappresenterà un’occasione imperdibile per (ri)scoprire tutti i primi lavori cinematografici girati in Super 8 da Nanni Moretti come i cortometraggi “La sconfitta” e “Paté de bourgeois” o il medio “Come parli frate?” fino ad arrivare, naturalmente, al suo debutto nel lungometraggio con “Io sono un autarchico”.
Accanto alla proposta dell’intera filmografia di Moretti regista, completa di corti  (“Diario di uno spettatore”), documentari (“La Cosa”) e diari di lavorazione (“L’ultimo campionato”), la Mostra pubblicherà con Marsilio “Nanni Moretti. Lo sguardo morale”, un volume monografico a cura di Vito Zagarrio con i contributi di critici, storici e saggisti di varie generazioni come Pier Paolo Antonello, Marco Bertozzi, Claudio Bisoni, Gian Piero Brunetta, Gianni Canova, Fancesco Crispino, Paolo D’Agostini, Roberto De Gaetano, Pierpaolo De Sanctis, Virgilio Fantuzzi, Antioco Floris, Jean Gili, Franco Marineo, Roy Menarini, Franco Montini, Emiliano Morreale, Cristiana Paternò, Stefania Parigi, Cristina Piccino, Laura Rascaroli, Erica Romano, Paolo Russo, Rosa Maria Salvatore, Mario Sesti, Piero Spila, Pierre Sorlin, Bruno Torri, Elio Ugenti, Christian Uva, Federica Villa.
CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA – PREMIO LINO MICCICHÉ
Sezione a concorso con sette film provenienti dai punti caldi della produzione cinematografica mondiale tutti all’insegna del Nuovo Cinema. Come sempre il Concorso proporrà una ricognizione a 360 gradi sulle migliori opere prime o seconde di registi, generalmente giovani, che altrimenti non avrebbero modo di arrivare nel nostro paese. Come da tradizione le pellicole selezionate provengono dai quattro angoli del globo e rappresentano le ultime tendenze del cinema mondiale:  dal Giappone arriva Tokyo Playboy Club di Yosuke Okuda, un’intricata storia di yakuza ambientata nei bassifondi di Tokyo in odore di Tarantino. In April the Following Year, There Was a Fire di Wichanon Somumjarn riflette le recenti tendenze del cinema thailandese in un complesso affresco che mescola realtà e immaginazione, passato e presente, tra suggestioni poetiche e crudo realismo. Il cileno Jairo Boisier Olave in La Jubilada (The Retired) mette in scena invece uno sfaccettato ritratto di donna alle prese con i pregiudizi degli abitanti del suo villaggio natale, mentre Unten Mitte Kinn (Lower Upper Cut) del tedesco Nicolas Wackerbarth ricorda il cinema di Cassavetes, con un gruppo di studenti che cerca in tutti i modi di mettere in scena uno spettacolo teatrale, tra paure, invidie e incomprensioni. L’Italia è rappresentata in Concorso da Un consiglio a Dio, un film prodotto da Gianluca Arcopinto e diretto da Sandro Dionisio il quale, con uno stile crudo e poetico, narra la storia di un moderno Caronte e dei “viaggi della speranza”. Sharqiya di Ami Livne è un esempio di cinema israeliano contemporaneo che riflette sul concetto di identità e radici attraverso una parabola paradossale. Infine dalla Bosnia-Erzegovina sarà presentato Djeca (Children of Sarajevo) di Aida Begic, una tragica storia su due orfani della guerra jugoslava e sul loro difficile adattamento alla società contemporanea, un film che sarà distribuito in Italia da Kitchenfilm. Queste opere saranno giudicate da una giuria composta dalla regista Antonietta De Lillo, l’attrice Francesca Inaudi e il critico e cronista cinematografico Boris Sollazzo.
CINEMA IN PIAZZA
Sette proiezioni serali, in anteprima e a “cielo aperto”, nella piazza principale di Pesaro, all’insegna del connubio tra la qualità e la capacità di rivolgersi a un vasto pubblico chiamato alla fine a premiare il miglior film. Ad inaugurare il ciclo sarà il film d’apertura del festival, il toccante Barbara di Christian Petzold, già vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino e nominato a ben otto premi Lola (gli Oscar tedeschi) tra i quali anche quello per Miglior Film. L’opera, che sarà distribuita in Italia da BIM, è ambientata nella Germania dell’Est ai tempi del Muro e vede protagonisti Nino Hoss e Ronald Zehrfeld. Una serata, quella del 30 giugno,  sarà poi dedicata, come da tradizione, alla proiezione e all’incontro con l’autore omaggiato dal 26° Evento Speciale sul cinema italiano che quest’anno vede protagonista Nanni Moretti e il suo film del 2006, Il Caimano. In piazza avverrà anche la chiusura del festival, domenica 1 luglio, con la premiazione dei film vincitori e la presentazione di un evento a sorpresa.
OMAGGI. 50 ANNI DAL MANIFESTO DI OBERHAUSEN
La 48a edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema celebra quest’anno il cinquantenario del manifesto di Oberhausen. Fu infatti nel 1962 che al festival del Cortometraggio di Oberhausen, un nutrito gruppo di giovani cineasti sottoscriveva un manifesto con cui tradizionalmente si fa iniziare la storia del Nuovo Cinema tedesco. In collaborazione con il Festival di Oberhausen, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, nata pochi anni dopo, vuole rievocare quel fondamentale momento storico di rinascita artistica del cinema europeo con una ricca selezione di cortometraggi e lungometraggi dell’epoca, tra i quali spiccano i lavori di autori come Alexander Kluge, Edgar Reitz, Werner Herzog e Jean-Marie Straub.
EVENTI SPECIALI
Due sono le proiezioni speciali organizzate quest’anno. Il primo evento è dedicato a Silvano Cavatorta, scomparso nel marzo dello scorso anno, è stato storico e critico cinematografico, insegnate, figura fondamentale dell’ambiente cinematografico milanese, fondatore dell’associazione “Filmaker” e in definitiva rappresentante del cinema italiano di qualità. Alla sua memoria è dedicata la proiezione del documentario-omaggio Ciao Silvano! realizzato da Tekla Taidelli.
La seconda proiezione speciale è un film collettivo, o come si autodefinisce, un “film partecipato”; si tratta deIl pranzo di Natale, nato da un’idea della nostra giurata Antonietta De Lillo, che scandaglia il rito collettivo del Natale da diverse prospettive attraverso piccoli film di racconto del reale che hanno permesso la costruzione del documentario.
(dal Comunicato stampa)
INFORMAZIONI
48a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema Pesaro Film Festival
Teatro Sperimentale e Piazza del Popolo
Dal 25 giugno al 2 luglio 2012
Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus / Direttore artistico – Giovanni Spagnoletti  / Direttore organizzativo – Pedro Armocida
E-mail: direzione@pesarofilmfest.it / tel.: (+39) 06 4456643 / (+39) 06 491156
INFO: info@pesarofilmfest.it
LINK
Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Programma dettagliato e informazioni
48 ° Pesaro Nuovo CinemaIl 48° Festival Internazionale del Nuovo Cinema, diretta da Giovanni Spagnoletti, vuole proporre un ritratto dell’Italia contemporanea attraverso un’ampia selezione di documentari che analizzano le attuali problematiche del nostro Paese (alla quale si aggiunge la retrospettiva riguardante l’opera di Nanni Moretti). Sarà quindi un’edizione dedicata in gran parte al cinema italiano con un focus corposo e organico sul documentario, diventato nell’ultimo periodo uno dei terreni di sperimentazione più frequentati dai nostri cineasti.
L’idea è di raccontare l’Italia, politica e sociale, attraverso la lente privilegiata del cinema del reale. Saranno presentate le opere che negli ultimi anni meglio hanno contribuito a rispecchiare la vita del nostro Paese con una particolare attenzione all’innovazione stilistica e contenutistica.
Numerose le linee tematiche definite dalla selezione dei 19 documentari, a partire dalle riflessioni sui concetti di emigrazione e integrazione vissuti da prospettive molto differenti: Giallo a Milano di Sergio Basso racconta dal suo interno la comunità cinese nel capoluogo lombardo, Grandi speranze di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti segue le vicende di giovani imprenditori italiani impegnati in Cina mentre Come un uomo sulla terra di Andrea Segre e Dagmawi Yimer si concentra sul drammatico destino di un ragazzo che, partendo da Addis Abbeba, deve affrontare violenze e sopraffazioni per cercare di arrivare in Italia passando dalla Libia di Gheddafi. Due lavori denunciano invece l’emergenza abitativa nel nostro Paese: Palazzo delle Aquile di Savona, Porto e Sparatore racconta la storia di 18 famiglie le quali, senza più casa, occupano per protesta la sede del municipio di Palermo, mentre Ferrhotel di Mariangela Barbanente porta il suo sguardo su Bari e un gruppo di somali che (cercano di) vivere in un vecchio hotel dismesso. Un altro dittico è quello formato da Land of Joy di Laura Lazzarin e A Nord Est di Milo Adami e Luca Scivoletto, due caustici ritratti del “ricco Nord-Est”: il primo ne racconta passato (poverissimo) e presente (ricchissimo) tra il tragico e il comico, il secondo ci accompagna lungo la Statale 11, all’esplorazione di un territorio ferito da uno sviluppo incontrollato.
Istruzione, morti bianche, nucleare, politica, disastri ambientali: i doc della rassegna coprono tutte le maggiori problematiche sociali e istituzionali che affliggono il Paese. Marco Santarelli in Scuolamedia ci porta nella periferia industriale di Taranto per uno spaccato sociale e culturale di quello che è lo stato attuale dell’istruzione scolastica nel Sud Italia. Thyssenkrupp Blues di Pietro Balla e Monica Repetto ripercorre, dalla prospettiva di un operaio, la tragedia dei sette operai morti sul lavoro nello stabilimento torinese e la sua personale battaglia per il lavoro. Nel collettivo Milano 55,1, 55 registi documentano l’ultima settimana della campagna elettorale che segnò la storica vittoria del centro-sinistra nel capoluogo lombardo dopo 18 anni, un film sul (e del) cambiamento. Ju Tarramutu di Paolo Pisanelli racconta polemicamente il (post-) terremoto dell’Aquila del 2009, in quello che viene definito “un viaggio nei territori della città più mistificata d’Italia”. Due documentari che si presentano come diari intimi e personali, sono invece il pretesto per raccontare altri problemi del Belpaese: Armando e la politica di Chiara Malta è un viaggio alla ricerca della vera identità del proprio padre attraverso cui analizzare l’ultimo ventennio politico italiano, mentre Scorie in libertà di Gianfranco Pannone ripercorre, in tempi di referendum, le vicende legate alla centrale nucleare costruita nel 1963 nei pressi di Latina.
In Il passaggio della linea di Pietro Marcello vite, dialetti e paesaggi dell’Italia tutta si incontrano e scontrano negli (scomodi) spazi dei treni a lunga percorrenza, da tempo abbandonati al loro destino, mentre in Predappio in luce Marco Bertozzi ripercorre, accompagnato da due storici d’eccezione, le strane vicende che ruotano attorno alla prima città di fondazione fascista voluta da Mussolini nel 1925. Cadenza d’inganno di Leonardo Di Costanzo parte come un doc sui giovani napoletani, per poi concentrarsi su uno di loro, il quale infine si ribella e abbandona il progetto: un omaggio a “un atto di resistenza di un personaggio cinematografico”. Magog [o Epifania del barbagianni] di Luca Ferri gioca con gli spazi naturali e architettonici della pianura padana per restituire allo spettatore un luogo dell’assurdo, dove un’umanità ai limite del grottesco si muove come fantasma.
Il duo Felice D’Agostino e Arturo Lavorato presenta infine due lavori: Noi dobbiamo deciderci è una cronaca poetica e militante del primo mese da alluvionati vissuto dagli abitanti di Vibo Valentia mentre l’Italia vinceva il mondiale, mentre In attesa dell’avvento ragiona su date e celebrazioni, nello specifico sui 150 anni d’Italia, cercando di sovvertirne l’ordine confortante.
Tutti gli autori dei documentari scelti saranno invitati a presentare i loro lavori, così come le principali associazioni di categoria, ad esempio Doc/it, verranno chiamate a collaborare e a partecipare alle attività della retrospettiva. Sarà quindi un’importante occasione d’incontro non solo per il pubblico del festival ma anche per gli stessi cineasti. Come è accaduto nel recente passato, con l’evento speciale “La meglio gioventù” dedicato ai cineasti italiani che hanno debuttato nel nuovo Millennio, la Mostra produrrà un doc sul doc (in collaborazione con l’Università Roma Tre e a cura di Vito Zagarrio) con le interviste e i contributi filmici di tutti i cineasti che partecipano alla retrospettiva.
Naturalmente, vista l’importanza dell’argomento, il festival non mancherà di pubblicare un volume (con Marsilio e a cura di Giovanni Spagnoletti) dedicato al mondo del documentario italiano. La monografia riprenderà il tema centrale della retrospettiva ma lo collocherà all’interno della più vasta produzione documentaria italiana con analisi particolareggiate del sistema di produzione, dello sbocco distributivo tra festival e canali televisivi, dei “cervelli in fuga” all’estero. Senza ovviamente tralasciare l’approfondimento sugli stili, sulla forma dei documentari oltre che sui contenuti. In appendice la biofilmografia dei principali cineasti che dirigono documentari farà da corollario a uno dei testi più completi e aggiornati sul cinema della non-fiction.
26° EVENTO SPECIALE SUL CINEMA ITALIANO. NANNI MORETTI. IL CINEMA, I FILM
Il 26° Evento Speciale sul cinema italiano, organizzato con Cinecittà Luce e Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, sarà dedicato all’opera di Nanni Moretti, autore particolarmente significativo del nostro cinema che interverrà al festival sabato 30 giugno, in un incontro-intervista con Bruno Torri e Vito Zagarrio (curatore della retrospettiva) presentando, tra l’altro, la proiezione di “in piazza” del suo “Il Caimano”.
Come sempre verrà riposta molta cura nella proiezione delle copie dei film, (ristampate e restaurate per l’occasione) e nelle iniziative che fanno da corollario alla retrospettiva, la quale rappresenterà un’occasione imperdibile per (ri)scoprire tutti i primi lavori cinematografici girati in Super 8 da Nanni Moretti come i cortometraggi “La sconfitta” e “Paté de bourgeois” o il medio “Come parli frate?” fino ad arrivare, naturalmente, al suo debutto nel lungometraggio con “Io sono un autarchico”.
Accanto alla proposta dell’intera filmografia di Moretti regista, completa di corti  (“Diario di uno spettatore”), documentari (“La Cosa”) e diari di lavorazione (“L’ultimo campionato”), la Mostra pubblicherà con Marsilio “Nanni Moretti. Lo sguardo morale”, un volume monografico a cura di Vito Zagarrio con i contributi di critici, storici e saggisti di varie generazioni come Pier Paolo Antonello, Marco Bertozzi, Claudio Bisoni, Gian Piero Brunetta, Gianni Canova, Fancesco Crispino, Paolo D’Agostini, Roberto De Gaetano, Pierpaolo De Sanctis, Virgilio Fantuzzi, Antioco Floris, Jean Gili, Franco Marineo, Roy Menarini, Franco Montini, Emiliano Morreale, Cristiana Paternò, Stefania Parigi, Cristina Piccino, Laura Rascaroli, Erica Romano, Paolo Russo, Rosa Maria Salvatore, Mario Sesti, Piero Spila, Pierre Sorlin, Bruno Torri, Elio Ugenti, Christian Uva, Federica Villa.
CONCORSO PESARO NUOVO CINEMA – PREMIO LINO MICCICHÉ
Sezione a concorso con sette film provenienti dai punti caldi della produzione cinematografica mondiale tutti all’insegna del Nuovo Cinema. Come sempre il Concorso proporrà una ricognizione a 360 gradi sulle migliori opere prime o seconde di registi, generalmente giovani, che altrimenti non avrebbero modo di arrivare nel nostro paese. Come da tradizione le pellicole selezionate provengono dai quattro angoli del globo e rappresentano le ultime tendenze del cinema mondiale:  dal Giappone arriva Tokyo Playboy Club di Yosuke Okuda, un’intricata storia di yakuza ambientata nei bassifondi di Tokyo in odore di Tarantino. In April the Following Year, There Was a Fire di Wichanon Somumjarn riflette le recenti tendenze del cinema thailandese in un complesso affresco che mescola realtà e immaginazione, passato e presente, tra suggestioni poetiche e crudo realismo. Il cileno Jairo Boisier Olave in La Jubilada (The Retired) mette in scena invece uno sfaccettato ritratto di donna alle prese con i pregiudizi degli abitanti del suo villaggio natale, mentre Unten Mitte Kinn (Lower Upper Cut) del tedesco Nicolas Wackerbarth ricorda il cinema di Cassavetes, con un gruppo di studenti che cerca in tutti i modi di mettere in scena uno spettacolo teatrale, tra paure, invidie e incomprensioni. L’Italia è rappresentata in Concorso da Un consiglio a Dio, un film prodotto da Gianluca Arcopinto e diretto da Sandro Dionisio il quale, con uno stile crudo e poetico, narra la storia di un moderno Caronte e dei “viaggi della speranza”. Sharqiya di Ami Livne è un esempio di cinema israeliano contemporaneo che riflette sul concetto di identità e radici attraverso una parabola paradossale. Infine dalla Bosnia-Erzegovina sarà presentato Djeca (Children of Sarajevo) di Aida Begic, una tragica storia su due orfani della guerra jugoslava e sul loro difficile adattamento alla società contemporanea, un film che sarà distribuito in Italia da Kitchenfilm. Queste opere saranno giudicate da una giuria composta dalla regista Antonietta De Lillo, l’attrice Francesca Inaudi e il critico e cronista cinematografico Boris Sollazzo.
CINEMA IN PIAZZA
Sette proiezioni serali, in anteprima e a “cielo aperto”, nella piazza principale di Pesaro, all’insegna del connubio tra la qualità e la capacità di rivolgersi a un vasto pubblico chiamato alla fine a premiare il miglior film. Ad inaugurare il ciclo sarà il film d’apertura del festival, il toccante Barbara di Christian Petzold, già vincitore dell’Orso d’Argento a Berlino e nominato a ben otto premi Lola (gli Oscar tedeschi) tra i quali anche quello per Miglior Film. L’opera, che sarà distribuita in Italia da BIM, è ambientata nella Germania dell’Est ai tempi del Muro e vede protagonisti Nino Hoss e Ronald Zehrfeld. Una serata, quella del 30 giugno,  sarà poi dedicata, come da tradizione, alla proiezione e all’incontro con l’autore omaggiato dal 26° Evento Speciale sul cinema italiano che quest’anno vede protagonista Nanni Moretti e il suo film del 2006, Il Caimano. In piazza avverrà anche la chiusura del festival, domenica 1 luglio, con la premiazione dei film vincitori e la presentazione di un evento a sorpresa.
OMAGGI. 50 ANNI DAL MANIFESTO DI OBERHAUSEN
La 48a edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema celebra quest’anno il cinquantenario del manifesto di Oberhausen. Fu infatti nel 1962 che al festival del Cortometraggio di Oberhausen, un nutrito gruppo di giovani cineasti sottoscriveva un manifesto con cui tradizionalmente si fa iniziare la storia del Nuovo Cinema tedesco. In collaborazione con il Festival di Oberhausen, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, nata pochi anni dopo, vuole rievocare quel fondamentale momento storico di rinascita artistica del cinema europeo con una ricca selezione di cortometraggi e lungometraggi dell’epoca, tra i quali spiccano i lavori di autori come Alexander Kluge, Edgar Reitz, Werner Herzog e Jean-Marie Straub.
EVENTI SPECIALI
Due sono le proiezioni speciali organizzate quest’anno. Il primo evento è dedicato a Silvano Cavatorta, scomparso nel marzo dello scorso anno, è stato storico e critico cinematografico, insegnate, figura fondamentale dell’ambiente cinematografico milanese, fondatore dell’associazione “Filmaker” e in definitiva rappresentante del cinema italiano di qualità. Alla sua memoria è dedicata la proiezione del documentario-omaggio Ciao Silvano! realizzato da Tekla Taidelli.
La seconda proiezione speciale è un film collettivo, o come si autodefinisce, un “film partecipato”; si tratta deIl pranzo di Natale, nato da un’idea della nostra giurata Antonietta De Lillo, che scandaglia il rito collettivo del Natale da diverse prospettive attraverso piccoli film di racconto del reale che hanno permesso la costruzione del documentario.
(dal Comunicato stampa)
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48a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema Pesaro Film Festival
Teatro Sperimentale e Piazza del Popolo
Dal 25 giugno al 2 luglio 2012
Fondazione Pesaro Nuovo Cinema Onlus / Direttore artistico – Giovanni Spagnoletti  / Direttore organizzativo – Pedro Armocida
E-mail: direzione@pesarofilmfest.it
INFO: info@pesarofilmfest.it
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